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Il mese della birra con Planet Beverage

Salvatore di Rauso

C’era una volta una giovane principessa che circondata dalle sue dame si preparava per il giorno più bello della sua vita. Si chiamava Therese ed era la principessa di Sassonia e quel lontano 12 ottobre 1810 sarebbe diventata la moglie di Ludwig, il principe ereditario bavarese.

Per l’occasione nei campi di fronte alla città di Monaco era stata organizzata una grandiosa festa con la corsa dei cavalli alla quale avrebbero partecipato tutti i cittadini di Monaco.

I festeggiamenti durarono ben 5 giorni, e tutta la Baviera esultò così tanto che si decise di riproporla ogni anni. E vissero tutti felici e contenti.

Una favola? No, è la storia dell’Oktoberfest.

Da quell’anno in poi, infatti, la semplice corsa dei cavalli si arricchì di numerosi altri spettacoli, manifestazioni e attrazioni, come la festa agricola e le giostre. Nei campi teatro della festa venivano allestite delle piccole baracche in cui veniva servita la tradizionale birra bavarese e il resto è storia.

Nel 1910 in occasione del centenario della festa sono stati consumati circa 12.000 litri di birra e da allora in poi l’Oktoberfest è diventato, con la sua tradizionale cerimonia di apertura nella quale il sindaco a colpi di martello inserisce un rubinetto nella botte inaugurale, dando il via alla festa.

Tradizione, folklore e divertimento, birra e buon cibo, ad oggi l’Oktoberfest inizia a metà settembre e dura ben 16 giorni, ed è considerata la festa popolare in assoluto più grande di tutto il mondo.

Nel corso degli anni, l’Oktoberfest è stato annullato 24 volte per eventi bellici (guerra contro Napoleone, guerra contro la Prussia, Le due Guerre Mondiali), e per le epidemie di colera.

Anno 2020, ancora una volta è un’epidemia a bloccare lo svolgimento della manifestazione. Gli organizzatori hanno ritenuto impossibile attuare delle misure di sicurezze idonee a proteggere gli oltre 6 milioni di visitatori che ogni anno affollano la manifestazione dal terribile Covid-19 che continua a stravolgere le nostre esistenze.

L’appuntamento è per l’anno prossimo, ma nell’attesa un bel film accompagnato da una buona birra sul divano di casa non ce lo toglie nessuno.

E allora perché non provare qualche birra nuova, degustando sapori diversi ma legati come non mai alla tradizione?

Insieme a Salvatore Di Rauso, beer specialist della Planet Beverage, oggi andiamo alla scoperta di due grandi birrifici, uno tipico della tradizione franconia e uno umbro.

  • Il birrificio Monchshof

Il birrificio Monchshof vanta più di 600 anni di storia e fonda le sue radici sulle pietre del Convento Langheim dove i monaci cistercensi sin dal 1349 producevano la birra artigianale.

Ancora oggi i mastri birrai Monchshof seguono le antiche ricette dei monaci, rispettando in pieno l’antica legge bavarese sulla genuinità della birra che sin dal 1516 stabilisce rigidi canoni per preservare la qualità e la purezza della birra e per tutelare il consumatore da ingredienti nocivi. Infatti, allora, la birra era una componente essenziale dell’alimentazione della popolazione e la legge assicurava non solo qualità ma anche un prezzo equo per tutti.

All’inizio erano ammessi solo orzo, luppolo e acqua. Successivamente la Legge ha autorizzato anche l’uso dei lieviti che conferiscono sapori speciali, delicati o corposi, alle varie birre.

  • Mastri Birrai Umbri

Dalla Baviera all’Italia, tra le verdi colline di Gualdo Cattaneo, in Umbria. Qui tra castelli e fortezze medievali, frantoi e cantine, vigneti, uliveti e boschi sorge il Birrificio e Malteria Mastri Birrai Umbri, uno degli impianti tecnologicamente più avanzati d’Europa dove la birra viene ancora prodotto rispettando le ricette della tradizione per garantire un prodotto artigianale e genuino.

Tecnologia e tradizione, Innovazione e storia, nel rispetto dei valori fondanti del birrificio: territorialità, autenticità e passione.

Ricette e metodi diversi che scrupolosamente ricercano la migliore combinazione di gusti per ogni occasione e abbinamento.

Birra, divano, un film o un’entusiasmante partita di calcio, nell’attesa dell’Octobertfest del 2021, sognando i momenti in cui la birra sarà di nuovo condivisione e urla festanti.

O’Zapft is! Auf eine friedliche Wiesn! “È stappata! Che sia una bella festa!”